Aveva il pollice verde

“Qualunque cosa dicessero gli adulti, Lucy sapeva che lì c’era una magia speciale. Lo sapeva ogni volta che andava a casa di monna e nonno. In estate, la mattina presto, quando l’erba luccicava di rugiada. Nelle notti d’inverno, guardando dalla finestra della sua camera nel solaio. Il buio là fuori vorticava di stelle, e sentiva il lamento di un gufo, o una volpe, o qualcosa giù nei boschi. La magia del giardino le formicolava dentro, dai capelli alle unghie dei piedi. Mamma diceva che la magia era nelle dita di nonno. Aveva il pollice verde, secondo mamma. E Lucy ridacchiava, immaginando nonno con le dita verdi e appuntite, come un elfo. In realtà le sue mani erano tozze e squadrate, con unghie spesse e screpolate, per via dei lavori che faceva in giardino. Quando rientrava in casa, doveva strofinarle a lungo prima che fossero pulite. (…)”

( “Un amico segreto in giardino” – Linda Newbery)

Novità ai Giardini del Casoncello

Con l’arrivo della primavera Maria Gabriella Buccioli apre i cancelli per accompagnare i visitatori nelle varie “stanze” del giardino.

Quest’anno una novità, un’apertura fuori programma aperta a tutti per raccogliere fondi, trovare nuovi amici, incontrare quelli vecchi. E’ domenica prossima, 23 aprile, l’appuntamento da non perdere. E’ la giornata della coccinella. Segnatela in agenda!

https://giardinidelcasoncello.net/

I colori della primavera

Di che colore è la primavera? Sicuramente verde, di un bel verde brillante. Ma anche gialla, bianca, rosa.

Sto rimettendo mano al giardino. Dopo anni di lavori ridotti al minimo, ne riprendo lentamente possesso. Passeggio il pomeriggio per cercare fiori ed erbe spontanee di particolare effetto, decido i punti in cui tagliare l’erba e quelli in cui lasciarla alta, guardo dove piantare bulbi a fioritura estivo-autunnale e fiori annuali: tagete, petunie, qualche geranio.

Il grande cespuglio di Spiraea è in piena fioritura ed è tutto un brulicare di api e insetti; una meravigliosa macchia bianca in mezzo al prato. Un paio di settimane fa Davide e Jacopo l’hanno pulito dal secco; si è un po’ svuotato in alcuni punti, ma sono certa che riprenderà vigore. I fiori di narcisi e tulipani sono completamente secchi; per ora non taglio il cespo di foglie, aspetto che ingialliscano un po’. Così continuano a fare la fotosintesi e ad accumulare zuccheri molto importanti per l’attività dei bulbi sotterranei alla prossima primavera. In questo periodo non sono molto belli, bisogna avere pazienza, capire e rispettare le funzioni delle piante. Le foglie sono fondamentali, aspetterò almeno un mesetto prima di passare il decespugliatore.

Lo scorso novembre abbiamo piantato parecchi arbusti: Rosa canina, Cornus sanguinea, Cornus mas. Tutti hanno tenuto e stanno crescendo. In attesa che “chiudano” le aiuole sono andata da Roberto, il mio fidato vivaista e ho acquistato un po’ di fiori e piantine aromatiche. Avevo bisogno di colori, avevo bisogno di vedere la primavera nel mio pezzetto di pianeta, quello che vedo dalla finestra, quello fuori dall’uscio di casa. Sabato pomeriggio ho lavorato con Adriano per piantare e annaffiare. Poi, come mi ha insegnato Maria Gabriella, ho coperto le aiuole con l’erba degli ultimi sfalci, che nel frattempo avevo messo a seccare. Il terreno, così protetto, conserva l’acqua e si arricchisce di sostanza organica

Sta fiorendo il vecchio biancospino vicino alla rete. Ancora fiori bianchi, ma ecco che si fa avanti il viola degli Iris germanica, una specie molto comune messa a dimora dai vecchi proprietari di questa casa e che nel tempo si è inselvatichita…

Ritorno alla terra

Forse non è un caso che riprenda proprio oggi a scrivere queste pagine.

Due aprile. Dieci mesi esatti che te ne sei andata. Era il 2 giugno, ed era l’anniversario del tuo matrimonio. Hai sempre avuto un debole per i numeri, per alcuni in particolare. Il 22, quando siamo nati noi tre figli (in anni e mesi diversi s’intende, ma sempre il giorno 22) e il 2, numero che collegavi al tuo matrimonio, a quello di zia Rossana, ai nostri battesimi (sì……hai fatto in modo di battezzarci tutti e tre il giorno 2 del mese successivo alla nascita). Ce lo aspettavamo, ma non eravamo pronti. Non si è mai pronti, io non lo ero di sicuro. Viste le condizioni in cui ti trovavi, ho temuto che tu scegliessi il numero 22 per andartene. Grazie mamma per non averlo fatto. Il 22 maggio era il giorno del mio compleanno, mi avresti lasciato un fardello troppo pesante. Hai deciso invece di andartene con leggerezza, nel silenzio, con l’amore con cui ci hai sempre amati.

Terra alla terra, polvere alla polvere.

Amavi i tulipani, erano i fiori che preferivi. Ma giugno non è periodo di tulipani, quindi abbiamo ripiegato su gerbere e roselline. Una semplice croce fatta con questi fiori ha accompagnato il tuo ultimo viaggio.

Ma siccome nulla succede per caso e tutto ha un senso…… l’aprile scorso Cecilia era tornata dal suo viaggio ad Amsterdam con parecchie buste di bulbi di tulipani. E così in novembre, sicura di quanto ti sarebbero piaciuti, li ho piantati nel prato dei ciliegi alla base di ogni albero (mi piacciono i ciuffi di bulbi al piede degli alberi: giacinti, narcisi, tulipani…). Ed oggi, 2 aprile, tulipani rossi, rosa, violetti circondano i tronchi dei nostri vecchi ciliegi, ormai a fine fioritura. Sono proprio belli, tutti sorridiamo nel guardarli e pensiamo a te.

Fuori è di nuovo primavera e tu sarai per sempre dentro me. Ciao mammina cara.

Dopo un lungo silenzio…

albaRiprendo questo racconto, interrotto il 12 aprile dello scorso anno.

Ci siamo lasciati ad inizio primavera, all’avvio di una stagionscrivere-temae di grandi impegni e fatiche nel giardino e nell’orto. Durante questi mesi sono successe tante cose, fuori e dentro me, che non mi hanno permesso un rapporto quotidiano con il mio verde intorno e con queste pagine.

Ma è in atto un cambiamento. Le giornate si allungano, la temperatura è più mite e io ho di nuovo voglia di uscire, lavorare nella terra, piantare semi, bulbi e arbusti, ragionare con Jacopo sulle piante da acquistare, sulle aiuole da rinnovare….

Finalmente!

730_Fauna%20del%20Veneto_Farfalle%20e%20apiIl primo lavoro al quale mi sono dedicata è stata la realizzazione di una siepe vicino all’orto. Perché una siepe? Per delimitare lo spazio, certo, ma soprattutto per creare un ambiente favorevole a dare rifugio e nutrimento a quegli insetti utili che non possono mancare dove crescono gli ortaggi. Api, farfalle, coccinelle e tutti quei preziosi alleati delle nostre piante coltivate. A lavoro ultimato ho pensato che avevo messo in pratica un vero e proprio metodo di lotta naturale. Al bando i trattamenti chimici! Ecco come ho fatto……

Una decina di giorni prima di mettere a dimora le piante Jacopo ha lavorato il terreno con la moto zappatrice. Non occorreva una lavorazione profonda e non volevo assolutamente rivoltare la terra, ma era indispensabile sminuzzare il terreno e rompere il cotico erboso. Poi ho portato a casa gli arbusti: corniolo (Cornus mas), sanguinello (Cornus sanguinea), frangola (Frangula alnus) e qualche pianta di Rosa canina. Volevo creare una siepe arbustiva mista, con piante autoctone, rustiche, adatte alla mia zona. Al momento della piantagione Jacopo e Lorenzo hanno preparato le buche con la vanga.

le-siepe-fruttifera-a-lodivecchioNon mi interessava una siepe formale, rigida, quindi ho fatto scavare le buche a 20-30 cm e non su una fila unica, ma su una doppia fila secondo i vertici di un triangolo. Siccome ho utilizzato piantine piccole, a radice nuda, ho posizionato in ogni buca 2-4 piante. Non ho seguito una sequenza ragionata, ma casuale; mi piace pensare di avere macchie di corniolo, alternate a frangola poi di nuovo corniolo e sanguinello……Così in ogni stagione i colori di fiori, foglie e frutti si alterneranno in un piacevole contrasto. Ho riservato alle rose canine un luogo a parte: con i loro rami ricadenti queste piante hanno bisogno di spazio. Solo così potranno esprimere al massimo la loro bellezza ed esuberanza!

Dopo avere chiuso le buche ho ricoperto il terreno con compost e foglie. Non c’è stato bisogno di annaffiare perché la pioggia ci è venuta in aiuto.

E’ stato un pomeriggio intenso, 3 ore di lavoro chini sul terreno ma credo ne sia valsa la pena! Ci vorrà un po’ di pazienza ma sono sicura che la mia siepe ricompenserà con la sua bellezza la nostra fatica.

Prossimi appuntamenti: la piantagione dei bulbi a fioritura estiva, la semina del prato fiorito ma, soprattutto, si avvicina il momento dei grandi lavori nell’orto!

prato fiorito mesofilo alpino