La casa di nonna

caucasian_girl_reading_a_book_0515-1002-0104-0834_SMUOggi sono venuta qui in via Manno a fare le pulizie, perchè appena finiscono i lavori mi sposo. (…) I lavori sono stati affidati ad un architetto che è anche un po’ poeta e rispetta quello che il palazzo è stato. (…) Questa casa non è rimasta vuota anche perchè veniamo qui con il mio ragazzo e penso sempre che abbia ancora l’energia di nonna e che se facciamo l’amore in un letto di via Manno, in questo posto magico con il solo rumore del porto e i versi dei gabbiani, poi ci ameremo per sempre (…). Adesso che mi sposo il terrazzo è di nuovo un giardino, come ai tempi di nonna. L’edera e la vite americana si arrampicano sul muro in fondo e c’è il gruppo dei gerani rossi, dei viola e dei bianchi e il roseto e le ginestre fitte di fiori gialli e i caprifogli e le fresie, le dalie e i gelsomini profumati. Gli operai hanno impermeabilizzato e l’umido nei soffitti non ci fa più cadere le briciole di calcinacci sulla testa. Hanno anche imbiancato le pareti, lasciando intatte le decorazioni di nonna a metà muro, naturalmente. E’ così che ho trovato il famoso quaderno nero con il bordo rosso e una lettera ingiallita del Reduce (…).

(Mal di pietre – Michela Angus)

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