La compagnia di Boscoverde

“Matcham si era riposato e ritemprato e così i due giovani, scaucasian_girl_reading_a_book_0515-1002-0104-0834_SMUpronati da quel che aveva visto Dick, percorsero di volata l’ultimo tratto del bosco, attraversarono la strada e iniziarono la salita verso le alture della foresta di Tunstall. Gli alberi formavano boschetti via via più fitti, separati da radure, talora coperte da erica o ginestra, talaltra sabbiose e punteggiate da tassi secolari. Il terreno si faceva sempre più ondulato, con avvallamenti e dossi; a ogni passo in salita il vento fischiava sempre più pungente, piegando gli alberi come fossero canne da pesca.

(…) Al margine della radura, un alto abete sovrastava tutti gli altri alberi. La massa scura spiccava contro il cielo. Per circa cinquanta piedi il tronco si elevava diritto, poi si biforcava e proprio sulla sella formata dai due grossi rami c’era un uomo vestito di verde che scrutava i dintorni, come un marinaio di vedetta sull’albero maestro. (…) – Questa è una parte di foresta che non conosco – osservò Dick, – chissà dove conduce il sentiero!

– Proviamo a prenderlo – disse Matcham.

Poco più avanti il sentiero, raggiunto un crinale, scendeva ripido verso una conca, dove fra folte macchie di biancospino sorgevano le rovine di un grande edificio scoperchiato, annerite da un incendio.

(…) Col cuore che batteva forte scesero tra i biancospini. Qua e là c’erano tracce di recenti coltivazioni: alberi da frutto inselvatichiti, piante aromatiche che crescevano tra i cespugli (…) Stavano di certo camminando in quello che una volta era stato un giardino”.

(La freccia nera – Robert Louis Stevenson)

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Insieme, è meglio!

Ecco un bell’esempio da cui prendere spunto: sotto questo filare di querce monumentali spicca il viola degli iris in piena fioritura. Perfetto accostamento per un viale di ingresso all’abitazione, per un filare in campagna, per un parco urbano. Io lo trovo bellissimo.

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Insetti che succhiano la linfa

Tra gli  insetti che danneggiano le piante ornamentali, quelli con apparato boccale perforante succhiatore sono senza dubbio i più diffusi e conosciuti.

P5110008-ridottaAfidi, cocciniglie, psille, tingidi, metcalfa si presentano ogni primavera su siepi, cespugli, alberi e aiuole fiorite, pur con delle variazioni a seconda dell’andamento stagionale

In genere queste infestazioni non costituiscono un problema irreparabile per le piante; fatta eccezione per alcune specie di cocciniglie, i danni arrecati sono per lo più di tipo estetico. Si tratta tuttavia di insetti che in genere tolleriamo poco, per gli effetti secondari che di solito accompagnano la loro presenza. E’ la melata, prodotta in abbondanza dalla maggior parte delle specie, il problema principale correlato alle infestazioni di questi “ospiti poco graditi” nei nostri giardini.

Che cos’è la melata? E’ una sostanza zuccherina di rifiuto prodotta da molte specie di insetti che si nutrono della linfa. La linfa è un liquido nutriente, che gli insetti non riescono ad utilizzare appieno e quindi la devono “smaltire”, sotto forma di melata.

Le piante imbrattate di melata sono appiccicose e spesso ricoperte da formiche, che gradiscono in modo particolare questo “alimento”. La presenza di formiche che camminano sui rami e sui fusti di una siepe o di un arbusto può quindi indicare la presenza di afidi. Sulla melata possono poi svilupparsi funghi saprofiti agenti di “fumaggine”: ecco perché le foglie infestate da afidi, psille o cocciniglie appaiono sporche, ricoperte da una polvere scura.

Cosa fare? Per eliminare la melata sono molto efficaci i lavaggi della vegetazione effettuati nelle ore serali con acqua alla quale si può aggiungere un sapone a base di sale di potassio (si può acquistare dai rivenditori di prodotti per l’agricoltura)

Un modo casalingo per preparare una soluzione di acqua e sapone che consiste  nell’utilizzare scaglie di sapone di Marsiglia nella quantità di 20-30 gr/litro di acqua. I lavaggi vanno ripetuti una volta a settimana, per tutto il periodo in cui sono presenti afidi e melata.

I più diffusi afidi in giardino….clicca qui sottoparassiti

Ippocastani: attenzione al minatore fogliare

Tra aprile e maggio riprende l’attività di Cameraria ohridella, Cameraria_ohridella-8piccola farfallina che vive a spese degli ippocastani. Le larve di questo insetto si nutrono delle foglie ed è proprio sulle foglie che sono ben visibili i segni dell’infestazione. A partire dai rami più bassi le foglie si ricoprono di “mine”, caratteristiche gallerie scavate dalle larve” .

10_11_leaf-miner-caterpillarPoiché l’insetto svolge in un anno 3-4 generazioni complete (a seconda delle condizioni ambientali), il numero di mine per foglia può essere anche molto elevato, tanto da determinare il totale disseccamento e la precoce caduta di parte della chioma.

Cosa fare? Oggi le infestazioni di Cameraria non raggiungono in genere livelli allarmanti; questo insetto è entrato nel nostro paese all’inizio degli anni 2000 e non ha trovato, al suo arrivo, alcun limitatore in grado di tenerlo sotto controllo.

leaf-mines-of-the-horse-chestnut-leaf-miner-cameraria-ohridella-26-7-11-low-res-image-peter-vernonNegli anni l’equilibrio si è andato progressivamente ristabilendo, per cui le popolazioni di Cameraria sono contrastate da diversi parassitoidi naturali.

Le possibilità di intervenire con specifici interventi alla chioma sono praticamente nulle, data l’altezza degli ippocastani e la loro collocazione in parchi, giardini, alberate stradali.

In taluni casi si interviene con trattamenti endoterapici, vale a dire con iniezioni che vengono fatte al tronco degli alberi attraverso tecniche di vario tipo. Sono trattamenti invasivi, che nel tempo possono provocare effetti indesiderati: per esempio la penetrazione di patogeni dalle ferite e la fuoriuscita di essudato.

Se optate per questa tecnica rivolgetevi a personale specializzato; ricordo che le sostanze autorizzate per questo impiego sono solamente due: abamectina e imidacloprid, entrambe tossiche per le api e gli insetti pronubi. Quindi….riflettete!

E’ ora di riposare

Oggi è stata una giornata faticosa.

Quando sono così, stanca nel corpo e nello spirito, mi piace godere il silenzio. Luci basse, TV spenta e la mia tisana preferita: camomilla, menta e un pizzico di melissa. La camomilla ha un effetto calmante, facilita il sonno e allevia la stanchezza. La menta aiuta la digestione, è un blando stimolante e dà sollievo in caso di tosse e raffreddore. La melissa dà beneficio contro disturbi quali vertigini, insonnia, nervosismo.

Acqua calda, cinque minuti di infusione e il gioco è fatto. coffee-tea-sketch-22337766Io non la dolcifico; consiglio di non utilizzare lo zucchero ma di preferire un cucchiaino di miele.

Ora posso coricarmi, non prima di consigliarvi questo video, uno dei più visti su youtube in questi giorni. Poco più di 3 minuti: fa bene al cuore e si va a  letto col sorriso.

http://www.youtube.com/watch?v=uaWA2GbcnJU

 

Ad Agnese, cresciuta all’ombra di Fairy Oak

caucasian_girl_reading_a_book_0515-1002-0104-0834_SMUFairy Oak era un villaggio delizioso. Le case di pietra avevano verande e giardini fioriti, protetti da muri ricoperti di more e rose selvatiche. Gli abitanti erano quasi tutti molto gentili e c’erano tanti, tantissimi bambini. Ma una cosa in particolare rendeva il villaggio davvero speciale: a causa di un antico incatesimo, o forse per volere delle stelle del Nord, Fairy Oak era l’unico posto, di tutti i mondi reali e incantati, dove umani e creature magiche vivevano insieme, mescolati da tempo in perfetta armonia. Streghe, fate e maghi abitavano le case di Fairy Oak come normali cittadini, e tali erano considerati dalla comunità. I Magici, come loro stessi usavano chiamarsi, erano stati gli indiscussi padroni di quelle terre molto prima degli Umani Senza Poteri.  E quando questi arrivarono, invece di combatterli, li aiutarono a stabilirsi. Il capo dei Magici indicò al capo dei Nonmagici una valle tranquilla che degradava verso il mare calmo di una baia ampia e profonda. Era la valle di Verdepiano (….). Era un posto da sogno. E, infatti, qualcuno l’aveva già scelto a sua dimora: una quercia! Se ne stava tutta sola al centro di una radura ed era l’albero più grande che gli uomini avessero mai visto. Ma non era la grandezza la sua caratteristica più sorprendente: Quercia parlava! Anzi, per essere precisi, non stava mai zitta. Agnes_in_fairy_oak

Qualunque cosa le passasse per la testa (se di testa si può parlare) la pronunciava ad alta voce, proprio come fanno le persone sole. Quercia fu molto felice di avere finalmente compagnia. E così, Magici e Nonmagici costruirono intorno a lei il primo villaggio della regione, e in suo onore lo chiamarono Fairy Oak, che significa appunto Quercia Fatata”.

(Fairy Oak – Il segreto delle gemelle -, Elisabetta Gnone)

Buone pratiche: l’esempio di Ferrara

Il comune di Ferrara dà il via al progetto “Effetto farfalla“, per ripopolare la città di farfalle rendendola più bella e sostenibile e coinvolge scuole, cittadini, cooperative sociali. In questi anni la passione dei ferraresi per il verde è aumentata: balconi, giardini, aiuole, manifestazioni, giardini condivisi…. E’ arrivato il momento di portare le farfalle nelle aree verdi della città. Come? E’ sufficiente disseminare balconi, terrazzi, giardini di piccole piante adatte ai bruchi e alle farfalle adulte e creare così dei corridoi adatti alla vita delle farfalle, che partono dai parchi lungo la periferia della città (dove già trovano condizioni ideali per vivere) e arrivano fino alle più piccole aree verdi del centro.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Ferrara, Centro Idea e società Eugea….. ASSOLUTAMENTE DA IMITARE!!!!

Per saperne di più: http://www.effettofarfalla.net; http://www.eugea.com; http://www.cronacacomune.it/notizie/23409/ferrara-promuove-effetto-farfalla-per-seminare-fiori-e-raccogliere-farfalle.html

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