Primavera in Cornovaglia

caucasian_girl_reading_a_book_0515-1002-0104-0834_SMU“Era splendido, come volare. Scese giù verso il villaggio, rivedendo tutti negozietti che ricordava così bene e i cottage che le erano familiari lungo la strada principale. (…) Prese il viottolo che girava intorno alla fattoria violetta e, spruzzando grandi ventagli d’acqua mentre attraversava grosse pozze, continuò fino a imboccare la stradina che correva parallela alla piccola linea ferroviaria. Quello era un punto riparato e il lato inferiore era carico di primule selvatiche. L’aria era dolce, odorava di terra umida e le ruote della bicicletta passavano come niente sulle gobbe del terreno e sulle pozzanghere.  Lei era sola e libera e si sentiva colma di una straordinaria energia e le pareva che avrebbe potuto, in quel modo, viaggiare fino ai limiti della terra. Poi la stradina finiva e cominciavano le prime case di Penmarron; con i loro giardini segreti, chiusi da alti muri di pietra dietro i quali svettavano i pini, pieni di uccelli. La stazione ferroviaria. Riverview House (…). Fissò la casa. Il giardino pareva ben curato e nell’orto fiorivano già i primi narcisi. E qualcuno aveva appeso un dondolo a un melo per un bambino….”

(Ritorno a casa, Rosamunde Pilcher)

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