Lavori di fine inverno

Pur essendo un mese in pieno inverno, possiamo svolgere alcune attività durante le ore più calde.

Nei giardini:

è il momento di fare una leggera potatura dei ChimonatChimonanthus_praecoxus precox (Calicanto d’inverno) che dovrebbero aver perso da poco la fioritura di gennaio.

Se hai fatto dei cumuli di foglie, non ancora smaltiti, spostale intorno al “colletto” degli alberi per proteggerli un po’ di più dal gelo. Prima, però, assicurati che le piante da cui sono cadute le foglie non fossero infestate da parassiti. I crocus che abbiamo messo a dimora presto fioriranno e dare una “spuntatina” all’erba che li circonda può aiutare.  Se ancora non ha nevicato spargiamo sali di potassio sulla superficie del prato e lo troveremo più verde al risveglio vegetativo.

taglio_siepiControlliamo la sagomatura delle siepi, sia la neve già caduta che le nevicate tardive potrebbero appesantire e sfasciare le siepi irregolari e sarà poi più complicato rimediare dopo la ripresa vegetativa. Sia sotto le siepi che intorno ai cespugli possiamo procedere alla concimazione con ammendante organico; se lo facciamo ora avrà il tempo di sbriciolarsi e mescolarsi al terreno e, inoltre, risulterà meno aggressivo. Dovremmo aver protetto palme, oleandri, ginerium, ecc. fasciandoli con teli di tnt leggero (20 gr/mq) avendo cura di non coprire del tutto facendo dei cappucci ma se così non fosse possiamo farlo ora: le gelate tardive sono sempre le più pericolose. Febbraio è l’ultimo mese utile per la potatura degli alberi ornamentali (quasi tutti). La potatura è una faccenda delicata che può essere devastante, se male eseguita, per le piante; per cui facciamolo solo se strettamente necessario, perché ogni ramo tagliato è a tutti gli effetti una mutilazione, magari affidando il lavoro a mani veramente esperte.

Sui balconi e terrazzi:

Questo è il periodo in cui prepariamo i vasi nei quali metteremo le fioriture annuali. Dobbiamo raschiarli accuratamente con una brusca per eliminare i residui di terra e calcare e per completare l’opera strofiniamo la pareti  dei vasi di coccio con uno straccio imbevuto di candeggina, li sciacquiamo e poi li riponiamo capovolti. Dovremo comunque ricordare di lavarli con cura e acqua prima di riempirli nuovamente. vaso ripulitoIl terreno ricavato dallo svuotamento dei vasi lo stendiamo su un telo di plastica o dentro una cassetta e, dopo ad averlo sminuzzato con le mani, lo spargiamo grossolanamente mischiandolo con un po’ (circa 5, 10%) di ammendante e lasciamo che prenda tutto il freddo, la neve e la pioggia che verranno. All’inizio di marzo avremo un buon terriccio che, appena arricchito con sabbia e terra nuova (15 + 10 %) ci fornirà il riempimento dei vasi senza doverne acquistare altro.

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